Ansaldo Energia, i lavoratori fermano la spedizione in Texas per protestare contro il lavoro trasferito all’estero

Camion bloccato dallo sciopero: le barre statoriche restano a Genova. Fim Cisl e Fiom Cgil: «Difenderemo lavoro e futuro dello stabilimento»


Ieri mattina allo stabilimento Ansaldo Energia di Genova il camion inviato dalla Direzione aziendale per caricare e trasferire in Texas le barre statoriche si è trovato davanti gli operai e gli impiegati in sciopero.

La mobilitazione ha impedito la partenza del materiale: il mezzo è stato costretto a lasciare il sito vuoto e le barre sono rimaste in fabbrica. Un episodio che le organizzazioni sindacali Fim Cisl e Fiom Cgil rivendicano come un primo risultato concreto nella battaglia contro il trasferimento delle attività all’estero.
«Bisognerà stare vigili e attenti – spiegano i sindacati – ma oggi abbiamo portato a casa un punto». Secondo le sigle metalmeccaniche, la commessa di Turbigo rappresenta solo «la punta dell’iceberg» di un piano industriale che vedrebbe la Direzione orientata a non puntare più sullo stabilimento di Genova, privilegiando il decentramento e l’esternalizzazione del lavoro.
Fim Cisl e Fiom Cgil denunciano il rischio di un progressivo svuotamento produttivo del sito genovese e annunciano una mobilitazione dura e prolungata per contrastare questo scenario: «Combatteremo duramente per difendere il nostro lavoro e il futuro di Ansaldo Energia a Genova», affermano in una nota congiunta.
La vertenza si inserisce in un quadro già delicato per l’azienda, con i sindacati che chiedono garanzie precise su carichi di lavoro, investimenti e prospettive occupazionali, ribadendo la volontà di continuare a produrre a Genova quelle componenti che, sostengono, tecnicamente e professionalmente «possiamo e vogliamo fare qui».
L’azienda aveva fatto sapere nei giorni scorsi che «L’aumento degli ordini ha consentito di avviare a inizio 2025 un importante piano di assunzioni, tuttora in corso, con l’obiettivo di inserire circa 200 nuove figure professionali nella sede di Genova, passando dai circa 2.400 dipendenti di fine 2024 a quasi 2.600 a fine 2025. Sempre nel 2025 il Gruppo ha realizzato investimenti per circa 70 milioni di euro, volti a sostenere l’aumento dei volumi produttivi attraverso l’introduzione di nuovi macchinari, l’ammodernamento di quelli già operativi, lo sviluppo del prodotto e il miglioramento continuo dei processi. Per il 2026 sono previste ulteriori 200 assunzioni, che porteranno la sede di Genova a superare quota 2.800 addetti. Sempre nel 2026 i piani prevedono inoltre ulteriori 81 milioni di euro di investimenti. Parallelamente, l’azienda sta registrando nuovi ordini in arrivo per le New Units, mentre il Service evidenzia performance superiori alle previsioni per il 2025».
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